Artrodesi del Mesopiede

Le indicazioni per questo tipo di intervento chirurgico sono gli esiti di fratture-lussazioni al mesopiede (Lisfranc, Chopart, scafoide tarsale, cuboide, cuneiformi e basi metatarsali), grave degenerazione articolare di origine osteoartrosica e/o reumatoide o postraumatica, piede piatto o cavo degenerativo dell’adulto, piede di Charcot, piede spastico in caso di fallimento di o in associazione a palliativi muscolo-tendinei.

Il fine dell’intervento è di bloccare in modo permanente e irreversibile una o più articolazioni degenerate, quindi dolenti e più o meno rigide, con lo scopo principale di eliminare il dolore e ristabilire una conformazione anatomica fisiologica in caso di dismorfismi.

Ovviamente l’articolazione diverrà inutilizzabile (ma di solito lo è già prima dell’intervento) e quindi la mobilità residua sarà garantita in modo parziale dalle articolazioni vicine. Si esegue un’accurata pulizia chirurgica dei residui cartilaginei fino ad ottenere delle superfici ossee trofiche e congruenti. Per la sintesi (cioè il blocco delle articolazioni) utilizzo prevalentemente viti  in titanio cannulate. In alcuni casi sarà necessario l’utilizzo di un innesto di materiale osseo biologico (preferibilmente autologo cioè prelevato dal paziente stesso solitamente a livello della tibia o dell’anca). Per il corretto svolgimento dell’intervento è necessario l’utilizzo della radioscopia.

Non sarà possibile caricare l’arto operato per almeno 60 gg. Dopo 45 gg concesso il carico in acqua.

La rieducazione in acqua sarà fondamentale.

Quadro radiografico a 6 mesi dall'intervento
Quadro radiografico a 6 mesi dall’intervento

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