Artrodesi del Mesopiede

L’indicazione di questo intervento è per esiti di fratture-lussazioni al mesopiede (Lisfranc, Chopart, scafoide tarsale, cuboide, cuneiformi e basi metatarsali), grave degenerazione articolare di origine osteoartrosica o reumatoide, piede piatto o cavo degenerativo dell’adulto, piede di Charcot, piede spastico in caso di fallimento di o in associazione a palliativi muscolo-tendinei. Il fine dell’intervento è di bloccare in modo permanente e irreversibile una o più articolazioni degenerate e quindi dolenti e più o meno rigide con lo scopo principale di eliminare il dolore. Ovviamente l’articolazione diverrà inutilizzabile (ma di solito lo è già prima dell’intervento) e quindi la mobilità residua sarà garantita in modo parziale dalle articolazioni vicine.
Per la sintesi (cioè il blocco delle articolazioni) utilizzo prevalentemente viti in titanio cannulate associate a cambre (cioè una specie di graffetta metallica) e/o fili di K. In alcuni casi sarà necessario l’utilizzo di un innesto di materiale osseo biologico (preferibilmente autologo cioè prelevato dal paziente stesso).
Il ricovero è solitamente di 2/3 gg., l’anestesia spinale o, in caso di controindicazioni, generale. L’incisione laterale o dorsale o mediale al mesopiede (5-8 cm) a seconda delle esigenze.
Durata dell’intervento 40/60 minuti. Dimissione con apparecchio gessato. Non sarà possibile caricare l’arto operato per almeno 60 gg. Dopo 30 gg concesso il carico in acqua. La rieducazione in acqua è fondamentale.
Prognosi 90 gg s.c. Rimozione gesso e medicazione dopo 40 gg con inizio di mobilizzazioni passive senza caricare l’arto per ulteriori 20 gg.

Nelle foto seguenti un esempio di artrodesi astragalo-scafo-cuneiforme in esiti di grave frattura di scafoide tarsale con necrosi dello stesso trattato inizialmente in altra sede.

Note –  E’ normale che il dolore alle cicatrici e piede persista per qualche tempo.  I bagni in acqua e amuchina al 2 % (20 min. al giorno) vanno fatti dopo la rimozione del gesso e protratti per 15 gg circa. I massaggi sulla cicatrice vanno effettuati per 2 mesi. Il piede diabetico necessita di medicazioni ulteriori da valutare da caso a caso. Il piede può rimanere lievemente edematoso anche per 4-5 mesi. Le dita e la caviglia possono presentare inizialmente una notevole rigidità. E’ fondamentale eseguire un ciclo di intensa FKT con mobilizzazioni assistite e con apparecchio Kinetec per la caviglia per almeno 40 gg. In caso di edema eseguire massaggi linfodrenanti. Carico completo concesso non prima di 2  mesi.