Protesi Caviglia

Il trattamento protesico dell’articolazione tibiotarsica è ormai una realtà.

L’osteoartosi della caviglia è un evento sempre più frequente soprattutto a causa dei traumi che coinvolgono l’articolazione tibiotarsica. Dai più banali, come una semplice distorsione, ai più complessi, come le fratture e le lesioni legamentose.  Il risultato finale sarà spesso un’artrosi della caviglia e il conseguente quadro clinico doloroso e debilitante. Le indicazioni al trattamento si sono ampliate in proporzione al miglioramento dei risultati e dei materiali. Attualmente molti chirurghi, io sono tra questi, considerano l’artroprotesi totale di caviglia una valida alternativa all’artrodesi anche in pazienti “giovani” (al di sotto dei 50 anni). L’artrodesi, cioè l’anchilosi indotta chirurgicamente, dell’articolazione  tibiotarsica è un trattamento invalidante e irreversibile che trova ancora però molte indicazioni e porta spesso a notevole soddisfazione del paziente. Si tratta sempre di casi complessi e in cui le indicazioni al trattamento protesico  non sono mai assolute. Ogni paziente va studiato in base a molti parametri che nell’insieme portano alla scelta del trattamento. Ad esempio, mentre ad un lavoratore di 37 anni che debba trasportare pesi su terreni accidentati o su pontili proporrei senza dubbio un’artrodesi, più “sicura” in termini di stabilità e sicuramente più “forte” nel sopportare carichi per molti anni, ad una donna di 34 anni con un lavoro sedentario e magari con la voglia ancora di portare calzature con un po’ di tacco, proporrei sicuramente un’artroprotesi.

Nel giovane con grave artropatia della tibiotarsica (quasi sempre per esiti traumatici) ritengo estremamente utile effettuare prima,  quando possibile, una estesa artrolisi,  (nella foto artrolisi anteriore e posteriore con asportazione di 2 voluminosi osteofiti frecce) cioè  una accurata pulizia articolare.

Artrolisi anteriore e posteriore con asportazione di 2 voluminosi osteofiti frecce

 

Si avrà un duplice effetto: concedere ancora un po’ di tempo (a volte diversi anni)  al paziente prima di effettuare l’artroprotesi e, e a mio parere non meno importante, creare una articolazione parzialmente mobile per qualche anno permettendo di effettuare in seguito l’artroprotesi in un a articolazione ancora lievemente funzionante e non invece un’articolazione molto “serrata” e spesso deformata in equinismo.

Nel paziente anziano l’artroprotesi è preferibile, sempre nei casi in cui sia indicata, all’artrodesi perché consente una più rapida mobilizzazione del paziente e tempi di recupero più veloci.

Il decorso postoperatorio prevede una breve immobilizzazione con tutore, carico precoce con intensa rieducazione fisiochinesiterapica sia in acqua che in palestra.

Articolazione tibiotarsica degenerata in esito traumatico

Artroprotesi di tibiotarsica installata